Chesham e Amersham

Sabato ci siamo lasciati ingannare dal sole e dall’apparente tepore (in realta’ appena si alzava un filo di vento faceva un freddo becco) e ci siamo avviati per un day trip a Chesham e Amersham, due paesini raggiungibili dal centro di Londra con quasi un’ora di metro, ultimissime fermate della Metropolitan Line a NW.

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La prima tappa e’ stata Chesham, che Tim aveva gia’ visitato e in cui abbiamo esplorato mercato e cimitero. Poi ci siamo trovati in un parco in fiore e abbiamo cominciato a rotolarci felici, perche’ 16 gradi C a Londra sono estate.

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Soddisfatti e pieni di erba e fiori, ci siamo rialzati con dignita’ per dirigerci ad Amersham con una navetta che sapevamo vagamente esistere. Senonche’, arrivati alla stazione della metro, scopriamo che c’e’ un problema sui binari e che stanno organizzando un replacement taxi per chi deve andare in centro, via Amersham. Noi la metro non la dovevamo neanche prendere, ma vuoi mettere un taxi pagato dall’azienda trasporti londinesi (TFL)?
Fa curriculum.
(Che poi e’ la nostra giustificazione per tutto. Abbiamo perso l’ultima metro, sono le due di notte e siamo dall’altra parte della citta’? Non chiamiamo un taxi, andiamo in bus anche se ci mettiamo due ore e mezza e non sappiamo bene dove siamo. Fa curriculum. Cibo sospetto di zona del globo ignota? Fa curriculum.)
Insomma tutti e noi quattro passeggeri siamo stati caricati su un cab e… questo e’ il paesaggio, sulla strada:

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Bosco bosco bosco. Poi Amersham.

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Eppero’, noi cercavamo Old Amersham, che non sapevamo bene dove fosse. Google Maps ci indica una strada verso valle e noi scarpiniamo poco persuasi, fino a che non decidiamo che anche un sentiero misterioso in cui si passava solo in fila indiana faceva pure lui curriculum. (La foto qui sotto esprime: ci teniamo ai nostri curriculum).

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E lo stradino misterioso ci porta in cima a una collina da cui si domina tutto il circondario, e in cui non c’e’  a s s o l u t a m e n t e  nulla. Tranne noi.

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Giu’ dalla collina, fortunatamente, c’e’ Old Amersham.

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…e anche un bus per risalire la collina, dall’altro lato!

All in all, i due -sham ci hanno fatto proprio impressione. Sono posti piccoli, ma non piccolissimi: 15, 20mila persone, come quelli in cui siamo cresciuti noi. Ma persi e dispersi, e abbiamo avuto tanto l’impressione che fossero parchi divertimento per anziani ricchi. Facce tutte uguali, white British, solo inglese per strada, praticamente zero turisti, vestiti di marca, ristoranti cari e adolescenti con l’aria angosciata.
Insomma, io ci ho pensato, e ho capito che Londra e’ la prima grandissima citta’ che abbia amato. E che sono molto contenta di poter fare le mie avventure all’estero in un posto del genere! Se penso alle dimensioni di certe citta’ universitarie in cui ho fatto domanda l’anno scorso…

 

 

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