Calendario londinese

I mesi e le stagioni, a Londra, non ci sono. Non nel senso tradizionale del termine. Adesso che ho passato qualche mese, sul territorio, ho finalmente iniziato a decodificare la suddivisione dell’anno londinese.

Il cambio di continente

Londra viene periodicamente spostata. Le tappe del viaggio sono due, e di solito il ciclo e’ settimanale: uno si fa il lunedi in Cameroon e il giovedi in Kamchatka. Armadi stagionali? I don’t think so. Bisogna sempre avere a portata di mano la maglietta a maniche corte e il cappotto-quello-gia’-un-po’-pesante.
Edit: Tim vuole che io insista sul fatto che “il caldo di Londra, quando vuole, ti crepa (causativo)”. Vero. Io non ci volevo credere, ma con l’umidita’ che fa da queste parti, quando vuole fare caldo, viene voglia di stendersi sul marciapiede e rinunciare ad ogni attivita’ dinamica. (Io ovviamente mi son beccata la sinusite del millennio, all’ultimo Cameroon)

Rovaniemi

Un paio di settimane fa, dopo una cena con amici che si e’ protratta fino a piuttosto tardi, sento un urlo dalla camera numero 2 (ovviamente Jasmino occupa la stanza numero 2); quando accorro, Tim indica convulsamente verso la finestra dicendo con voce rotta: …L’ A L B A.
Davvero, fa abbastanza impressione. Albe prestissime, e alle nove passate di sera il sole! Londra = Rovaniemi.

Il calendario londinese

I mesi non significano niente. Nessuno tira fuori gli shorts ad aprile: lo fai quando te lo dice il cuore. (Lo fanno anche a Manchester – adoro questo post!). Cosi si svolge un anno a Londra:

Ottobre – marzo (calendario gregoriano) = la stagione del vento di niente. Non credeteci quando vi dicono che a Londra piove sempre, e’ una grande falsita’: a Londra tira semplicemente un vento che ti porta nel continente. Gelido. Infame. Spesso pieno di polvere. L’autentico vento di niente, pero’ (o meglio ancora vento di gnénte) e’ quello che tira in certe stazioni del Tube (Pimlico in primis), anche nelle rare giornate non ventose, che si origina, per l’appunto, dalla cattiveria londinese concentrata. E da null’altro.

Marzo – maggio (CG) = la stagione degli infradito. Qui girano in sandaletti gemmati e infradito da due mesi. Qualsiasi temperatura faccia. (I Brits in generale hanno un problema con le scarpe, ma di quello ne parliamo poi).

Le prime due settimane di giugno (CG) = la stagione della speranza. Per la prima volta, anche quando piove e tira vento non ti viene voglia di piangere dentro uno Starbucks. La stagione della speranza e’ anche caratterizzata da dei tramonti che ti tramortiscono. Brevissima durata.

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Giugno – settembre (CG) = la stagione della serra. I giorni caldi davvero sono tre. Forse quattro. E quelli comunque contano come Cameroon. Ma quello che succede nei mesi estivi a Londra e’ che bisogna entrare nella metro e sui bus in bikini, per non sudare come una statuetta miracolosa della madonna. Umidita’: 105%. Percentuale di turisti: 105%. E occupano tutti il tuo spazio vitale.

Certo, poi Londra resta imprevedibile. Il programma della stagione della speranza potrebbe sempre essere brevemente interrotto:1517457_10204242555572879_2879501360023676305_n

E questa e’ la ragione per cui quando qualcuno mi viene a trovare, mi rifiuto di dare consigli sull’abbigliamento.

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8 thoughts on “Calendario londinese

  1. Quante verità condensate in questo post! 🙂 Il vento di niente, che botta di nostalgia! Per fortuna qui a Trieste m’intrattengo con la bora, che ha pure lei i suoi misteri e la sua infida malvagità.

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