Cerniere e cieli stretti

Tre settimane fa sono tornata a Londra dopo le ferie. Ed è stato strano.
Tra me e Londra c’è stato un distacco. Mi sentivo a casa, ovviamente, ma non come se fossi lì per restare. Una tappa, una fermata e basta. E ancora non sapevo né so adesso quando partirò per Venezia.

Certo che gli aeroporti sono posti strani. Ci entri e sei nel nulla.
Per quanto mi riguarda, quando sono a Malpensa o Gatwick il mio cervello avvia la procedura di ri-posizionamento. Casa, abitudini, temperature, pattern, lingua. Norme sociali, cibo, vestiario. Una volta scesa dall’aereo, sono riprogrammata.

Due notti fa ho sognato di nuovo di essere in una stazione in un posto sconosciuto e di non saper tornare a casa perché non sapevo dire dove fosse casa.
In questi sogni non ho mai paura. Ma ho sempre fretta.

Ora sono in Italia perché un impegno di lavoro mi voleva a Mantova. A Mantova e nella campagna attorno ho tanta famiglia, è da lì che vengo per metà. Tra zii che mi parlano dialetto come se fossi nata e cresciuta anche io lì, cugine che mi coccolano tra risotti alla zucca e storie di famiglia, Palazzo Te che amo, le strade in mezzo ai campi, il castello, lo spritz in riva ai laghi.

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Domani torno a Londra. Una cosa che dovrei aver imparato è che prima di arrivare in un posto lo immagino sempre coi cieli stretti chiusi tra i palazzi. E mi sembra di aver disconosciuto Londra che ora la immagino così, invece i suoi cieli sono immensi, anche quando sono (spesso) bassi di nuvole. E Venezia la immagino con cieli strettissimi riflessi nei canali.

Se questo è un tentativo di prendere le distanze da Londra prima del tempo, non sta funzionando.

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21 thoughts on “Cerniere e cieli stretti

  1. bellissime le foto come sempre! wow! quella con le vespe e’ da cartolina. io amo gli aeroporti, ti consiglio la zona dei rossetti, attenzione solo a non perdere le eventuali coincidenze

    1. Io mi impuzzo sempre con i profumi. Regola: non provo niente sotto ai 50 pound. Più che altro perché alla mia matura età mi fa ancora assai ridere che ci siano profumi cosi costosi!

  2. Ciao Kinnamomon vengo a leggerti al volo e mi innamoro delle tue foto! ho letto il tuo commento nel mio blog, ma da cellulare, senza volere, il mio ditone ciccioso ha digitato su “elimina” al posto di “pubblica”! me ne scuso e ti ringrazio!
    Chissa’ che non ci incontriamo in quel di Londra una volta! un caro saluto.
    fabiana

  3. Le tue foto mi fanno sempre innamorare. E dire che Mantova me l’immaginavo brutta e grigia sai? Pregiudizi da pianura padana.
    Mi succede lo stesso in aeroporto, a parte quando mi capita di addormentarmi in aereo (tipo che mi addormento prima del decollo e mi sveglio direttamente già atterrata…), in quei casi mi disoriento e scendo pensando di essere da tutt’altra parte :/
    Il risotto alla zucca? ne deduco che a casa è già autunno! Che voglia.

    1. No no no no, Mantova é piccola, adorabile, con un centro storico super accogliente, e si mangia da Dio! Beh, se quando sono a Venezia capiti in madre patria, si organizza la gita… 😀

  4. Come sempre stupende foto!!!
    Io questa cosa di riprogrammarmi non ce l’ho, (forse perché sono ormai 17 anni che vivo fuori? boh) però mi succede di svegliarmi di notte e di chiedermi dove sono? (sopratutto se ho dormito i posti differenti nel giro di pochi giorni)…
    Mantova mi hanno deto sia fantastica e da quello che vedo è cosi…
    Risotto di zucca for ever…io incomincio a farlo da questa settimana!!! baci

  5. Ciao! Grazie per queste pennellate di colore e per questo vagare… chissà se riuscirò anche io a “riprogrammarmi” così velocemente in aereporto la prossima partenza. In genere ci metto qualche giorno..
    Miriam

  6. heyyyy! mi chiedono da radiorai se conosco qualcuno a londra che possa fare un’intervista oggi per parlare di come l’Inghilterra viva l’indipendenza scozzese – a me intervisteranno per la visione da Scottish insider – se mai fossi disponibile tipo ora mi dici cosi’ dico loro di contattarti? grazie bella!

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