Cambridge, la conferenza che arriva di soppiatto e il LBD della diffidenza

Qualche mese fa ho visto una call for papers per una conferenza a Cambridge, e mi sono candidata. Cos’ho da perdere?, mi sono chiesta, e in effetti da perdere non avevo niente. Mi hanno presa. Ho scritto un paper, a luglio, e mi sono fatta pat pat sulla spalla da sola per essere stata brava e averlo finito con due mesi di anticipo.
Poi l’ho riscritto e riscritto e l’ho fatto leggere ad amici e colleghi e l’ho fatto correggere da un’amica madrelingua e l’ho provato a casa di fronte a Tim e Nini e l’ho provato nei coffee shop e sui treni.
E’ la mia prima conferenza importante. So da voci di corridoio che ci sono almeno 60 persone a sentirmi.
Stamattina ho preso un treno e sono venuta a Cambridge. Ho controllato delle cose nella biblioteca di un college, parlato con persone con cui dovevo parlare. Domani presento il paper alla conferenza, quindi ho deciso di passare la notte qui, anziché tornare a Londra e fare la tirata.
Ho prenotato una stanza al St. Catharine College (“Cats”). Qui c’e’ questa cosa bella che i college (che fanno anche da residenza) offrono le stanze, fuori dal term time. (Se volete potete prenotare qui, ci sono stanze in tutta Europa)

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Sono entrata nella mia stanzina, e c’e’ un gran silenzio, proprio perché siamo fuori semestre.
Io in una residenza universitaria ci sono stata solo nel 2011, quando vivevo in Francia.
E’ la prima volta da allora che dormo in un letto singolo.
C’e’ il bollitore elettrico sulla scrivania come allora.
Il lavandino nella stanza come allora.
(Peró la stanza é molto piú grande – nota per mamma e papá).

Mi sono ricordata subito di come mettevo la musica al minimo per studiare senza disturbare nessuno. L’ho fatto anche ora.

Mi sono ricordata di altri piccoli gesti.
Avevo la chiave della stanza allacciata a un elastico per capelli, e lo appendevo alla maniglia interna della porta.
Tenevo la coperta ruvida sotto quella di pile, cosí potevo stendermi sul letto a lavorare, e il cavo del portatile ci arrivava lo stesso.
Bevevo il caffé d’orzo.
C’era la connessione ethernet e dovevo aspettare 30 secondi dall’inserimento della password all’apertura del browser. Non so perché, ma li contavo sempre ad alta voce.
Mi piaceva fare la doccia presto quando potevo, con lo shampoo al té verde, e poi mettermi in pigiama.
A volte andavamo a mangiare alla mensa di Gallia e ci pareva un lusso perché era in un edificio storico e molto piú bella della nostra. Peró facevano una pizza particolarmente schifosa.
I tramonti li vedevo dal Patio, e dall’Esplanade.
Leggevo i libri di cucina e i romanzi in inglese della biblioteca di quartiere prima di dormire.
Il giovedi mattina avevo lezione di tedesco alle 8, e quando uscivo era buio e la bici era bagnata di pioggia.

Stasera ho provato il vestito della diffidenza prima di mettermi in camicia da notte.
Il vestito della diffidenza é quello che i miei mi hanno comprato per la discussione della laurea. E’ un tubino nero semplicissimo, un LBD (little black dress) che si puó mettere anche per lavoro. Peró quando l’ho comprato mi ero fatta un gran bel pianto di frustrazione, perché mi stava male tutto e ero gonfia ed ero stanca ed erano 13 mesi che lavoravo alla tesi e non finiva mai e due mesi dopo c’era la deadline della mia prima pubblicazione e non riuscivo a trovare un contratto di dottorato e insomma, avevo semplicemente bisogno di farmi un pianto.
Il vestito lo abbiamo comprato lo stesso.
Peró mica mi sono mai fidata. L’ho portato a Londra. Mai messo. Due settimane fa l’ho portato a Mantova per quella cosa di lavoro. Mai messo. Di valigia se ne é fatta tanta.
Poi ieri me lo sono provato, e mi stava bene. Ma bene bene. Io, incredula.
E quindi l’ho provato anche oggi per sicurezza.
Ma mi sta ancora bene.

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20 thoughts on “Cambridge, la conferenza che arriva di soppiatto e il LBD della diffidenza

    1. Ti stava bene anche al negozio e davanti ai relatori durante la discussione della tesi.
      E ti stava bene perché Tu stai bene e qualsiasi orpelli non può che assoggettarsi.
      Perché riflette il tuo sacro fuoco
      Gli altri lo vedono sempre😊
      Love
      Mamy

  1. Però non puoi tirarmi fuori così a sorpresa i ricordi di Strasburgo, son colpi bassi mica da ridere di mattina presto! 😛 In bocca al lupo!

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