Il mio quarto trasloco internazionale, in poche parole

Pare che questo sia il mio quarto trasloco internazionale. Me ne sono resa conto ieri.
Non l’ultimo, e lo dico con un sospiro di sollievo. Anche se.

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Il 24 dicembre, ancora. Come quello da Strasburgo. Stavolta da sola, e infatti mi autospedisco meta’ delle mie cose.

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Ne parlavo, oggi, con un’amica iraniana conosciuta in Germania, e le dicevo I don’t know why I complain. I did this to myself. I chose this life. Che e’ vero, ma non meno doloroso, e mentre mi facevo l’ennesimo caffe’ al W Institute con A. e R. pensavo, davvero sei mesi di una cosa diversa da questa, e quando torno, potrebbero essere partite per andare a cercare vita e lavoro altrove, come sto facendo io ora?

E’ un tipo di vita da 70 ore lavorative alla settimana, sleepless, restless, and I love every minute of it.

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6 thoughts on “Il mio quarto trasloco internazionale, in poche parole

    1. Giulia dovresti vedere quanto sono diventata impedita con l’italiano… domenica a colazione ho chiesto un sandwich alla barista (inglese). Le ho chiesto: posso averlo con pane scuro… bruno… come si dice in questa lingua??

      Buone feste anche a te! 🙂

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