La resa

Mi sono finalmente arresa a Venezia. Complici la primavera, l’aria tiepida, il gruppo di menti dottorande dell’archivio che mi fa sentire adottata (detto anche, molto intellettualmente, il ‘Gruppo Bigoli’), qualche professore con cui ci si puo’ dare del tu, sono venuta a patti con il Labirinto.
Molto e’ dovuto al fatto che ormai so navigare questo posto. Che bendata e posizionata in qualsiasi punto della citta’, in un minuto so dove sono. Conosco Venezia meglio di quanto conoscessi Strasburgo, e molto meglio di quanto potro’ mai conoscere Londra. Questo tipo di possesso mi conforta.

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Qualcosa e’ dovuto a qualche soddisfazione professionale – il fatto di sapere che non sono venuta qui per niente. Da queste ricerche dovrebbe venirne fuori almeno un articolo, forse due, e un pezzo di tesi.

Molto e’ dovuto al fatto che il mio nido di Cannaregio e’ davvero casa. Anche se e’ un posto scelto di fretta e con ansia, arredato da altri, me lo sento cucito addosso. Ci sono dentro poche cose mie, ma ci sono dentro i miei gesti: le lenzuola stese, che al quarto piano si gonfiano e si arrotolano su se stesse, tornare a casa con gli occhi sulla chiesa dei Gesuiti, e l’Isola di San Michele, arrampicarmi sulla sedia della cucina per vedere la luce dorata indorare il porto, le notti silenziose.

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In questi giorni la Biennale ha aperto palazzi e chiese normalmente chiusi al pubblico, e mi ci sono lanciata.

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Continuo comunque a guardare al rientro a Londra come un momento in cui la vita mi diventera’ piu’ leggera. Anzi forse la mia resa a Venezia e’ dovuta anche al fatto che ho in mano un biglietto per Londra Gatwick, con arrivo a mezzanotte e conseguente cab per il nord-ovest di Londra. Ci rimarro’ solo due settimane prima di partire per Monaco di Baviera, poi saranno sei settimane tedesche, poi un mese a Londra, poi il Grand Tour Americano.

Queste permanenze piccole mi fanno godere di piu’ i singoli giorni. Se mi restano solo sette settimane a Venezia, perché non passare le domeniche a scorrazzare per musei con un mezzo sorriso sulle labbra? Solo sei settimane a Monaco, quindi perché non fare un corso di lingua turca? Un mese negli Stati Uniti, vuoi non attaccarci quattro giorni a esplorare la California?

Resta una sola rivelazione: ecco perché le persone impegnate hanno delle segretarie. Organizzare tutta questa roba mi fa andare a letto tutte le sere all’una!
Speaking of which… non e’ che qualcuno ha un contatto per una stanza a Monaco che non costi un occhio della testa?

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