Bilanci, parte prima

Ormai non so più quante volte ho detto ho fatto pace con Venezia, no forse no, mi piace, non mi piace, mi piace senza turisti, mi piacciono solo certe zone.

(Ieri sera mi piaceva parecchio.)

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Tra 9 giorni me ne vado, me ne torno a Londra per un paio di settimane prima di farmi poi una scappata in Germania (perché sì, e perché 200 manoscritti). Per esorcizzare del tutto il lato oscuro di Venezia, quindi, un rapido elenco delle cose che sono contenta di lasciare:

  • l’essere lontana da tutte le persone a cui voglio più bene. Che uno dice, dal Paesino a Venezia fanno solo quattro ore e mezza: sì, identico a Paesino – Londra, inclusa l’attesa in aeroporto. Io sono tornata a casa più spesso, ma solo perché potevo deciderlo all’ultimo minuto.

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  • l’evasione fiscale (sì, al secondo posto). Ho provato per cinque mesi a educare la cameriera al bar in fondo alla calle: tutte le volte che prendevo un caffè, o una brioscina, assumevo una perfetta aria confusa, chiedendo: ma lo scontrino me l’hai già dato? Tutte le volte ho ricevuto una risativa isterica e un Ma te lo sto facendo ora! Devi darmi il tempo! Settimana  scorsa ho infine taciuto: niente scontrino spontaneo. (E’ chiaro che non ho preso abbastanza brioscine.)
  • vi ricordate quando un gabbiano mi ha derubata del pranzo? Ecco, l’altro ieri invece mi sono trovata nella traiettoria tra un gabbiano con la sciolta e grosso come un beagle e il terreno. Mai corso così in fretta come quel pomeriggio, verso una doccia. Che schifo, che schifo. Gli animali randagi di Londra sono mille volte meglio!
  • l’aria di pessimismo generale che tira nel mondo accademico italiano. Abbiamo delle grandissime eccellenze, ma pochissime prospettive. Ho sentito diversi Ma non penserà mica di tornare già in Italia, vero?
  • certi atteggiamenti di diffidenza, freddezza, passivo-aggressività, mancanza di rispetto della privacy che ho incontrato qui. NOn mi dilungo in dettagli in pubblico, ma sono ansiosa di tornare in un posto in cui le meccaniche di gruppo mi sono più congeniali.
  • essere trattata come una turista, ovvero, a Venezia, male. I Veneziani hanno due interruttori: indigeno o foresto. Se non parli veneziano, le commesse non ti guardano manco in faccia quando dici buongiorno. Qualche settimana fa ho preso un gelato, e la ragazza al bancone mi ha chiesto se abitassi a Venezia. Che joia! Ho pensato. Customer service stile inglese! Sono partita in quarta con una pappardella che è stata interrotta da un, Allora ti lascio la tessera fedeltà.
    Non sono stata per niente umiliata.

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Lascio questa città per nulla integrata, cagata dai gabbiani, e senza aver mangiato abbastanza brioscine (sono ingrassata per mistero della fede).
Col prossimo post voglio lasciare qualche immagine un pochino più positiva, ma in certi momenti sono veramente felice di essere sul punto di andarmene…

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