Toing and froing

Sono tornata e Londra è familiare come al solito.

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Mi hanno cambiato il percorso di qualche bus, quel coffee shop pretenzioso vicino al British Museum ha chiuso, non mi ricordo più cosa c’è dentro a quel panino che prendevo sempre, non so più se la lavanderia di fiducia è aperta al sabato, nella branch della banca stanno facendo i lavori, hanno finito di costruire un paio di edifici.  Hanno cambiato gli armadietti alla British Library.

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Nessuno mi guarda più male per la lunghezza della mia gonna. I volti sono tutti diversi, gli accenti anche, gli spazi sono grandi. Sta finendo il Ramadan: nel mio quartiere un ristorante offre l’iftar, il pasto di fine giornata, gratis, e ci sono i volantini per la festa al parco il giorno dell’Eid.

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Ho avuto intorno persone importantissime per me che non erano mai state nello stesso posto allo stesso tempo. Mi sono ammalata e ho ricevuto un sacco di Posso portarti qualcosa?. I miei due employees preferiti della British Library mi hanno riconosciuta (anche se vedono un migliaio di facce alla settimana). Uno ha fatto OH! Hanna Jud-eenih! con un sorriso da orecchio a orecchio. You brightened up my day, gli ho risposto ridendo. L’altro mi ha presa in giro, You’re not working over there, I can see you. Insomma, tutto regolare.

Sono tornata nella mia stanza, in cui non dormivo da esattamente undici mesi. Ma è una regolarità piccola piccola: settimana prossima parto per Monaco e ci resto sei settimane, per lavoro. E’ un anno che funziona così: sono a casa, ma solo per tre settimane. Lascio la mia stanza e dormo nel letto di Tim, ma è solo per tre mesi. Sono a Venezia, ma solo per sei mesi. Torno a Londra, ma solo per due settimane. Vado a Monaco, ma solo per un mese e mezzo, di nuovo a Londra, un mese, Stati Uniti, ma solo per cinque settimane. E’ divertente, ed è difficillimo, e sono fortunata e privilegiata a poterlo fare, e sono preoccupata per l’anno prossimo. Intanto domani voglio una passeggiata lenta nell’East London.

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6 thoughts on “Toing and froing

  1. Ciao, sono venuta sbirciare di qua per ricambiare la visita e ho scoperto che adoro il tuo blog! 🙂
    È divertente e difficilissimo, hai ragione. Non è per tutti, però credo anche io sia una fortuna avere la possibilità di scegliere una vita in volo continuo. Poi magari arriva il momento in cui decideremo di posarci, e allora sapremo che non è capitato, ma che abbiamo deciso anche quello. O almeno spero!
    Ripasso presto a curiosare ancora un po’ appena ho un attimo, e quando ripassi da Londra ad agosto se hai tempo per un caffè mi farebbe piacere!

  2. Ma come fai a ricordarti ogni città dove andrai e per quanto ti fermerai?! Bello però poter girare! Brava!

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