Wunderbar. (Inoltre, Augusta)

Quasi una settimana di Monaco, e io e questa città andiamo d’accordo. Lavoro come un’ossessa, ma avere la biblioteca (la Stabi) aperta fino a mezzanotte mi mette meno pressione. Studio un sacco di manoscritti. Mi sono imposta di parlare tedesco con almeno due o tre persone ogni giorno, ma quando lo faccio i Tedeschi ridono. Però affettuosamente, quindi finisco anche io a ridere di me stessa.

Stamattina mi andava un caffè freddo come-dio-comanda e quindi sono entrata di impulso in un bar dal nome italiano, da cui usciva il rumore di una canzone di Tiziano Ferro. Pensavo che nessuno straniero si sarebbe mai inflitto una cosa del genere, invece il barista era tedesco, anche se parlava un po’ di italiano.
Però il caffè freddo che mi ha fatto era veramente terribile.

Una riflessione che mi sono trovata a fare è la gentilezza che si respira qui.
Ieri ero in fila al supermercato, e alla ragazza davanti a me è stata rifiutata la carta di credito. Ha tirato fuori il telefono e ha annunciato ai suoi amici che c’era un problema, con un forte accento americano. Le ho allungato una banconota da cinque euro sorridendole e dicendole Please, I know what it means to be at a loss in a foreign country, take it, ma non l’ha voluta, anche se le dicevo You’d do the same for me, I’m sure! ridendo. E mi ringraziava, dicendo di non poter accettare, Thank you, though, I really can’t. Quando se ne è andata (dopo aver reso salatini e pop corn) la signora dietro di me ha sollevato lo sguardo e mi ha detto, Beh, hai fatto bene, queste cose capitano.
Mi è tornato in mente un fatto di un mese fa, quando alla mini-Coop di Cannaregio ho provato a fare lo stesso con una signora sudamericana che non aveva con sè abbastanza contanti. In quel caso, però, la signora si imbarazzò tantissimo (i miei due euro non li volle comunque), ed entrambe ricevemmo occhiatacce da tutto il supermercato. Come se fosse male non avere soldi per comprare pomodori e pane, e fosse ancora peggio un piccolissimo gesto di solidarietà.
Quel giorno tenni il muso peggio del solito ai Veneziani, per averci giudicate. Due, o cinque euro, per me sono una birra al più: posso farne a meno. E se fossi in difficoltà in un Paese straniero, e mi fossero offerti, li accetterei (anche se mi è capitato di dire no grazie in situazioni in cui potevo cavarmela comunque). Non credo nel karma, ma credo nell’essere gentili e nell’essere corretti. E la gente qui, mi sembra, lo capisce.
(Questa è intenzionalmente un’analisi che non ha nulla a che vedere con l’attualità politica. E’ completamente aneddotica: prendetela per quello che è).

Ieri poi sono stata accolta in biblioteca da questo annuncio:

Am 21. Juli 2015 ist die Bibliothek wegen des Betriebsausflugs geschlossen. Geöffnet sind nur der Allgemeine Lesesaal und der Zeitschriftenlesesaal (ohne Services).

Non sapendo cosa fosse un Betriebsausflug, causa della chiusura della sala manoscritti, ho chiesto, E’ uno sciopero? No no, ha riso l’impiegata, ci portano tutti in gita.
No ma che davero?
Capite?
Il datore di lavoro li porta in gita.
Robe da matti. (Poi ti credo che sono gentili).

Comunque anche io lo scorso weekend non sono stata da meno e per addolcire l’ennesimo trasloco mi sono fatta venire a trovare e sono stata ad Augusta per 48 ore di caldo e Fugger.

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8 thoughts on “Wunderbar. (Inoltre, Augusta)

  1. Alcune persone sono sospettose di natura e non sanno accettare la gentilezza. Mi ricordo in Slovenia l’ultimo giorno mi avevano regalato dei fiori, ma io me ne andavo il giorno dopo e insomma, sarebbe stato uno spreco. Poi mi ero ricordata che sulla strada di ritorno in centro c’era una casa di una signora anziana, sempre seduta sulla porta, si vedeva l’entrata di casa, c’erano vari vasi e a volte c’erano dei fiori. Ho pensato tutta contenta di regalarli a lei. Così mi sono affacciata sulla porta, avevo anche preparato una frasetta in sloveno per aspettare il regalo … la signora ha sorriso, ma subito è arrivata sua figlia (o la badante chissà) e mi ha cacciata via! 😦 Ci ero rimasta malissimo!

    1. Che mestizia!! Mi hai ricordato qualche anno fa, quando c’era stata l’iniziativa della “giornata del libro”.. avevo provato a regalare una copia del mio libro preferito e tutti mi fermavano dicendo no grazie, non compro niente! 😦

  2. “Non credo nel karma, ma credo nell’essere gentili e nell’essere corretti.”
    Penso che noi due andremmo d’accordo 🙂
    La gentilezza gratuita è proprio una di quelle cose che mi illuminano un’intera giornata, che sia ricevuta o che abbia l’occasione io di farla a qualcuno.

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